Consigli SEO di Amin El Fadil

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Continuiamo con le WebInterviste oggi parliamo di SEO con un grande esperto: Amin El Fadil Specialista SEO Classe ’86, si occupa di SEO dal 2005 ed è specializzato in Affiliate SEO, soprattutto nell’ambito finanziario.

Con Amin, abbiamo provato ad affrontare tematiche ricorrenti, ma per nulla banali sulla SEO, cercando di capire fin dove spingersi, quali fattori di posizionamento prediligere e se prediligerne alcuni rispetto ad altri, gli errori più comuni, i tool seo più utilizzati e molto altro ancora.

 

Black Hat SEO è il male e la White SEO il bene, oppure la SEO può essere rappresentata anche in scala di grigi?

Come amo dire spesso: “White hat e black hat sono i pregiudizi di Google”.

È estremamente difficile, quando non impossibile rispettare in toto le guidelines di Google dove c’è un giro d’affari anche di piccole dimensioni, considerando la crescente competizione in quasi tutti i settori.

Consideriamo inoltre un fattore spesso dimenticato dai paladini della white hat a tutti i costi, che è il tempo. Posizionarsi solo tramite contenuti di qualità sperando di ottenere naturalmente links, nei settori dove ciò è possibile, richiede diversi anni.
Quale business può aspettare anni prima di vedere un ROI quando ai competitors tramite un approccio NON “google approved” prendono una corsia preferenziale?

Credo quindi serva fare un ragionamento equilibrato, basandosi su ROI, obiettivi, punti di forza dell’azienda e settore di riferimento.

Piaccia o meno, bisogna almeno in parte adattarsi agli standard del settore, soprattutto quando si lavora per un brand non noto e/o la nicchia di riferimento non permette di acquisire in maniera stabile e continuativa links di qualità “acquisiti naturalmente”.

 

Ti trovi su un grattacielo che sta andando a fuoco, puoi salvare solo un fattore di posizionamento quale salveresti e perché?

Mi salvo io, bruci la SEO con tutti i filistei 😛

A mio parere, non c’è un fattore di posizionamento principale che prevale sugli altri.

SEO tecnica, contenuti e profilo backlink sono tutti importanti allo stesso modo, senza anche solo uno di essi non si può parlare di attività SEO professionale, quando si parla di settori competitivi.

 

Qual è secondo te l’errore più comune che un SEO alle prime armi compie più spesso? E qual è secondo te il percorso più corretto per diventare un buon SEO?

L’errore che molti neofiti (ma anche professionisti di vecchia data) fanno è di mentalità, un errore che io stesso mi sono portato dietro i primi anni e che solo 4/5 anni fa mi sono lasciato alle spalle raggiungendo così risultati che mai avrei immaginato di raggiungere.

Quel che molti non capiscono è che la SEO professionale, specie se fatta in via “specialistica”, è di fatto un business, sul quale bisogna ragionare con una mentalità che sia un mix fra il marketer o un imprenditore.

Questo perché e ai clienti non interessa tanto traffico e posizionamento quanto conversioni e fatturato, e questo da solo spiega come la nostra professionista c’entri poco o nulla con quella del copywriter o del programmatore, nonostante spesso queste professionalità vengano confuse le une con le altre.

Un SEO deve partire col presupposto che dal momento in cui sulle serp girano miliardi di fatturato la sua missione è prenderne il più possibile.

Fare SEO professionalmente significa fare soldi coi motori di ricerca.

Non è tanto questione di competenze quanto di leadership, creazione di processi e team che generano risultati costanti e continuativi.

Non conta tanto “quanto sai”, ma quanto ottieni sul campo e quanto quel “qualcosa” resiste agli updates di Google e agli assalti di Google.

Su queste basi si può ben capire come la SEO professionale vada molto oltre l'”attività tecnica” o il “copywriting”, che sono sì importanti ma nel primo caso si tratta di un prerequisito per competere e nel secondo di un supporto a una strategia che nasce da un’analisi.

 

Vogliamo assolutamente sapere da cosa è composto il tuo “Coltellino Svizzero” quali sono i Tool SEO che secondo te non possono non essere presi in considerazione?

In realtà è possibile fare tranquillamente SEO a livello professionale unicamente con i tools messi a disposizione di Google, tutti gli altri servono principalmente a risparmiare tempo e velocizzare l’attività.

Sicuramente fra i più importanti ci sono Screaming Frog Spider e il Log Analyzer, Ahrefs per i links, Seozoom e Semrush per l’analisi dei concorrenti.
Uso saltuariamente altri tools come Seo Tools for Excel, Serpwoo, e URL Profiler.

 

Hai un budget di 1000 euro, come suddivideresti questo budget in investimenti SEO? Per un progetto nuovo sul web in un settore a medio/bassa concorrenza?

Partiamo dal presupposto che 1000€ purtroppo NON sono un budget sufficiente per fare SEO per un’azienda, anche piccola!

Ma numeri a parte, mi è capitato recentemente di lavorare a un paio di piccoli progetti con basso budget per amicizia o perché si trattava di una nicchia interessante su cui non ho mai lavorato. In questo caso si trattava di un libero professionista e di una community.

Nei casi in cui ci sia un basso budget è importante chiarire che il cliente o collaboratore dello stesso deve avere molto tempo libero per gestire in autonomia i task che il SEO gli indicherà, svolgendoli in maniera autonoma.

Sostanzialmente i punti/fasi principali della consulenza SEO sono questi:

  1. Analisi strategica iniziale
  2. SEO Tecnica: errori da risolvere e suggerimenti ottimizzazione
  3. Architettura e linking interno
  4. Contenuti
  5. Promozione

Ci racconti brevemente un progetto tra i tanti che hai gestito, di cui vai particolarmente fiero e di come hai raggiunto gli obiettivi definiti?

Non facile decidere ma per ragioni sentimentali citerò il case study principale che mostro a clienti/partner in settori competitivi.

Questo sito web era appena uscito da una penalizzazione Panda risolta da un collega. È una PMI in un mercato dominato da multinazionali con budget molto grossi mentre il mio cliente ai tempi era appena partito a fare SEO e scottato dai precedenti consulenti paid era contrario a fare nuovamente attività su Adwords, da lui giudicata “mangia soldi senza riscontro”.

Grazie anche al dinamismo del cliente, che dimostra voglia di fare e una buona velocità esecutiva, implementiamo una strategia che sfrutta i punti di debolezza dei principali concorrenti, che avevano come limite la “lentezza operativa” propria delle grandi aziende e quindi si è trovata a reagire con grande ritardo alle nostre attività. In due anni il sito del cliente ha più che quadriplicato il traffico ed è diventato dall’essere “numero X” al secondo sito per traffico organico del settore.

Questo dimostra che se c’è volontà e pazienza, in alcuni casi, è possibile raggiungere risultati estremamente interessanti anche quando ci si confronta con brand e budget di gran lunga superiori ai nostri.

È importante partire sempre con un’analisi dei nostri punti di forza e dei punti di debolezza dei concorrenti, e usare questi come base per una strategia che vada a colpire duro sugli angoli ciechi della concorrenza.

Nel tempo, piano piano, giorno per giorno, accumuleremo un gap qualitativo che nel tempo diventerà difficilmente colmabile da chi si confronta con noi.

Vogliamo inoltre condividere con tutti un interessantissimo articolo di Amin, scritto poco tempo per Wild SEO Magazine (rivista gratuita che invitiamo tutti ad andare a vedere):
Link Building: i fattori da considerare nell’acquisto di un guest post

Grazie mille per la tua gentilissima disponibilità Amin è stato un grande piacere intervistarti.

Grazie a te, e buona SEO ai lettori dell’intervista 🙂

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About Author

Vincenzo Mastrobattista: papà di una bellissima bimba di nome Anita, lavoro nel mondo del web marketing da diversi anni, cerco costantemente di trovare nuovi spunti interessanti e alla portata di tutti. Amo particolarmente la SEO ed il Facebook Marketing oltre che i cani e gli sport all'aria aperta.

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